WhatsApp ora può farti finire in tribunale: rischi multe salatissime, se non la galera | Attento a queste cose, potrebbero condannarti

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Reati su Whatsapp – www.iPaddisti.it

Negli ultimi anni, l’avvento delle applicazioni di messaggistica istantanea ha rivoluzionato il modo in cui le persone comunicano e interagiscono tra loro.

Tra queste c’è anche WhatsApp, che si è trasformata in una delle piattaforme di comunicazione più famose al mondo, tuttavia, l’uso diffuso ha portato anche ad alcune controversie legali piuttosto critiche.

WhatsApp ha superato i confini delle comunicazioni tradizionali, consentendo alle persone di scambiarsi messaggi, foto, video e persino effettuare chiamate vocali e video in tempo reale. La sua interfaccia intuitiva e la facilità di utilizzo hanno contribuito alla sua rapida diffusione a livello globale, diventando uno strumento fondamentale nella vita quotidiana di milioni di utenti.

Con la crescente popolarità dell’app è emerso un nuovo fenomeno, ovvero gli insulti inviati attraverso messaggi privati, tuttavia a differenza delle comunicazioni tradizionali, il suo aspetto digitale può far sì che le persone si sentano più disinibite nel comunicare, spingendole talvolta a inviare messaggi offensivi, lesivi dell’onore e della reputazione altrui.

In ambito legale però gli insulti inviati tramite WhatsApp possono cadere sotto il reato di ingiuria in quanto secondo l’articolo 594 del Codice Penale italiano, chiunque offende l’onore o il decoro di una persona, mediante ingiurie o altri mezzi, commette il reato di ingiuria e l’invio di messaggi offensivi quindi, può rientrare in questa definizione.

Attenzione ai messaggi WhatsApp, alcuni possono costare molto caro.

Inoltre, se i messaggi inviati contengono affermazioni false che ledono la reputazione di un individuo, potrebbero configurare il reato di diffamazione. Secondo l’articolo 595 del Codice Penale italiano, diffamare significa imputare a una persona un fatto determinato, idoneo a ledere l’onore o il decoro altrui, pertanto se i messaggi su WhatsApp contengono informazioni false e dannose per la reputazione di qualcuno, l’autore può essere perseguito per diffamazione.

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Multa per diffamazione – www.iPaddisti.it

La Corte di Cassazione ha emesso diverse sentenze che riguardano gli insulti e le offese inviate tramite WhatsApp. Ad esempio, nella sentenza n. 31937/2020, la Corte ha affermato che l’invio di messaggi offensivi tramite applicazioni di messaggistica può essere considerato come una forma di ingiuria. In questa specifica decisione, è stato riconosciuto che l’offesa perpetrata attraverso un messaggio inviato su WhatsApp ha la stessa valenza di un’offesa pronunciata verbalmente di fronte alla persona interessata, rischiando quindi dai 100 ai 12mila euro nei casi più gravi.

In un’altra sentenza significativa, la Corte di Cassazione ha stabilito che l’uso di un linguaggio offensivo su WhatsApp può costituire un elemento di prova sufficiente per dimostrare il reato di diffamazione. La sentenza n. 19777/2019 ha sottolineato che l’invio di messaggi diffamatori tramite WhatsApp può ledere la reputazione e l’onore dell’individuo coinvolto, rischiando multe e reclusione fino a uno anno.