Nuove accuse per gli eBooks: Apple attaccata dalla DOJ

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La polemica intorno alla sentenza emessa dal Dipartimento di Giustizia nei confronti della Apple per gli illeciti commessi con gli ebooks non si è placata. Nelle ultime ore, inoltre, sembra che il Dipartimento abbia nuovamente accusato Apple, stavolta di non aver rispettato il verdetto che il giudice aveva emesso circa la nuova gestione degli eBooks.

La compagnia di Cupertino, secondo l’organo principale della giustizia americana, starebbe ancora cercando di violare accordi con gli editori più importanti del suolo americano per ottenere una mozione che possa andare in opposizione alla decisione del tribunale. Una sorta di associazione a delinquere, creata sul ricatto, che possa permettere alla Apple di recuperare gli introiti ottenuti in maniera non conforme al regolamento dell’editoria. Intanto alcuni editori sarebbero già intervenuti a favore di Apple contro il Dipartimento di Giustizia: secondo questi le restrizioni sarebbero ingiuste e andrebbero anche contro i propri accorti stipulati col Governo in sé. 

Va da sé che proprio queste difese così accese hanno spinto il Dipartimento ad accusare nuovamente la Apple segnalando che le mosse dell’azienda di Cupertino hanno nuovamente aggravato la sua posizione. Ora tra i termini proposti per evitare una nuova ingiunzione il Dipartimento di Giustizia stabilisce che sarebbe consentito ad altri rivenditori, come ad esempio Amazon, di inserire dei link diretti ai propri store digitali all’interno delle applicazioni dell’App Store. Così facendo si andrebbe contro una delle più grandi restrizioni della Apple, ma si andrebbe a creare anche una sorta di pubblicità interna. Per l’esito della disputa, invece, all’azienda è stato prontamente negata la richiesta di sospendere la sentenza del giudice Denise Cote, che aveva a sua volta accusato Apple di aver colluso con editori come Penguin Group, Hachette, Simon & Schuster e altri su tutti i prezzi degli eBooks. 

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