Novità Microsoft Build 2017: c’è molta Apple in Windows

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La scorsa settimana si è tenuta una delle conferenze più importanti nel mondo dell’informatica: parliamo della Microsoft Build, che è equiparabile alla WWDC di Apple, che si terrà il mese prossimo. Nel corso di questa conferenza, infatti, vengono presentate le novità per gli sviluppatori e, inaspettatamente, tra queste novità ce ne sono una serie che riguardano proprio gli utenti Apple nel mobile.

In altre parole, se qualcuno ha un iPhone ma ritiene un Mac inutile o troppo costoso, è possibile usare Windows come alternativa.

Vediamo quindi quali sono le novità più importanti dichiarate da Microsoft nella conferenza:

  • Una prima novità è l’arrivo di iTunes sullo store Windows. Visto che non tutti i dispositivi Windows supportano app di terze parti, questa è una notizia importante per chi ha computer, tablet o smartphone poco costosi, che potranno accedere ad iTunes, quindi alla sua musica, film e libri. Praticamente, un tablet Microsoft si potrà usare per sincronizzare un tablet Apple.
  • E’ stata rilasciata un’applicazione che consente agli sviluppatori iOS di programmare app da Windows vedendone l’anteprima su iPhone. Alla fine sarà comunque necessario un Mac per poterla inviare ad Apple, ma lo sviluppo può essere fatto anche su Windows.
  • Arriva poi una sorta di Continuity per Windows, che arriverà con Windows 10 Fall Creators Update. In pratica, le app si potranno utilizzare partendo da iOS e continuando da Windows, e viceversa, ovviamente con le app disponibili su entrambe le piattaforme, come la suite Office: davvero comodo per chi (come me) ha Windows sul computer e iOS sui dispositivi mobile.
  • Arriverà anche, su Windows, una clipboard universale come quella già presente per Apple: copiando una cosa da iPhone, quindi, potremo incollarla sul computer tramite Windows.

Queste novità non sono da poco e, anche se somigliano a quelle presentate da Apple qualche anno fa, la forza è stata quella di introdurle su sistemi operativi completamente diversi: si riesce in questo modo a favorire gli utenti che non sono legati ad una singola piattaforma, ma che preferiscono averne più di una in base alle singole necessità.

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