Lavoro ed occupazione: addio a tutti questi mestieri, ChatGPT ce li ruba | Ecco quali sono quelli più a rischio

Intelligenza Artificiale
Quanto impatterà l’IA sul mondo del lavoro? – ipaddisti.it

L’intelligenza artificiale ci sta facendo scoprire i limiti di un futuro che è già presente: gli studi del settore portano a conclusioni pericolose. Ovviamente, come ogni grande cambiamento, bisognerà riuscire a fare i conti con le nuove potenzialità connesse a questi strumenti. Esiste una via per migliorare davvero la vita degli esseri umani?

Alzi la mano chi non ha provato almeno una volta ChatGPT. Dopo averlo provato, tutti siamo stati tentati di farci aiutare dall’intelligenza artificiale per raccogliere qualche informazione, oppure per chiedere qualche consiglio. Questo strumento ha sbalordito gli utenti di tutto il mondo per un semplice motivo: non pensavamo di essere così avanti in questo settore. L’intelligenza artificiale era vista forse più come un desiderio latente, una specie di viaggio cosmico verso Marte.

L’incontro con la realtà dello stato delle cose ha creato ovviamente confusione. E ancora non si riesce a dirimere la matassa creata da questa epifania. Tra problemi di privacy e di proprietà intellettuali, tutte le aziende si ritrovano a valutare vantaggi e rischi di un impiego sempre più programmatico delle intelligenze artificiali generative. Uno studio riportato sull’Economist ha provato a fare un po’ di luce sulla situazione, evidenziando l’impatto sociale e lavorativo che le “ChatGPT” possono avere sul mondo umano.

A rischio i posti di lavoro qualificati e meglio retribuiti: ma è davvero tutto negativo?

Se negli ultimi anni abbiamo assistito a una crescente presenza di robot e macchinari a occuparsi del lavoro manuale all’interno degli impianti, mai come ora sono i colletti bianchi a soffrire questa insidia. Uno studio di Goldman Sachs addirittura dice che a livello globale sono 300 milioni i posti di lavoro ad alto rischio di sostituzione. Questo perché, come invece hanno rilevato studi interni di OpenAI, le intelligenze artificiali generative diventano sempre più abili e il loro lavoro aumenta di qualità giorno dopo giorno.

IA
Lo scenario potrebbe essere meno negativo di quello che si pensa – ipaddisti.it

Il vero unicum rispetto alle rivoluzioni industriali che già si sono susseguite, è che questo cambio di paradigma metterebbe a rischio i banchi dei lavoratori più retribuiti e qualificati: programmazione, scrittura, insegnamento, e anche alcune aree di servizi legali e finanziari-assicurativi. Sempre Goldman Sachs, però, riporta come ci siano anche possibilità per cavarne qualcosa di buono. Il PIL nei prossimi anni dovrebbe crescere del 7% grazie all’impiego dell’IA, e l’eliminazione delle mansioni più produttive potrebbe rendere i lavoratori più liberi verso compiti diversi. I dubbi rimangono molti e il terreno è più insidioso che mai.