Android traccia gli spostamenti degli utenti, ma in maniera diversa

Alcuni ricercatori e sviluppatori hanno analizzato in dettaglio Android e hanno fatto una scoperta: anche il sistema operativo di Google traccia gli spostamenti degli utenti, tuttavia in modo completamente diverso e con importanti differenze a livello di privacy.
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Lo sviluppatore Magnus Eriksson ha analizzato i file inclusi in Android, e ha scoperto che il tracking degli spostamenti viene salvato in un apposito file di cache per poi essere utilizzato dai servizi di localizzazione (previa autorizzazione da parte dell’utente). Il tracking degli spostamenti avviene tramite le informazioni raccolte con i segnali Wifi e i ripetitori telefonici per la triangolazione del segnale e il funzionamento dell’A-GPS, vale a dire il GPS assistito.

Fin qui nulla di nuovo: la scoperta riguarda la presenza di due file cache, chiamati “cache.cell” e “cache.wifi” e disponibili soltanto se si ha eseguito il Root del terminale. Tale operazione è svolta solitamente dagli appassionati, pertanto non dovrebbe preoccupare più di tanto. Trattandosi poi di file cache, ovvero temporanei, vengono cancellati in maniera automatica dopo 12 e 48 ore.

I file salvati in iOS invece vengono conservati nella memoria del dispositivo (iPhone e iPad) in modo permanente, e ad ogni sincronizzazione con iTunes vengono copiati nel PC. Chissà come risponderà Apple alle varie accuse di violazione della privacy.
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