Apple avvia il programma “Bug Bounty” con i migliori hacker della scena jailbreak

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In questi giorni, Apple ha dato il via al programma conosciuto come “Bug Bounty”, un programma rivolto a scovare i bug presenti nelle varie versioni di iOS, per renderle più sicure.

La sicurezza informatica è sempre stata una cosa molto importante per Apple, ma fino ad oggi, in qualsiasi versione di iOS, ci sono stati sempre alcuni bug che hanno reso possibile la realizzazione dei jailbreak, in passato.

Con una particolare riunione, Apple ha invitato nel suo cmpus tutti gli hacker più in vista della scena jailbreak, da Comex al capo del team Pangu, da Luca Todesco che fa i jailbreak ma non li rilascia, a I0n1c. Tutti nomi che chi segue la scena jailbreak ha sicuramente sentito, in passato.

Lo scopo è stato quello di istruire questi ragazzi sul “Bug Bounty”, la ricerca dei bug di iOS, e di ingaggiarli (in pratica) come collaboratori esterni offrendo un premio in denaro fino a 200.000 dollari a chi scova un bug nelle versioni di iOS. Una cifra che, per chi lavora per passione e vive grazie alle donazioni, è allettante, e potrebbe portare ad un’inevitabile conseguenza: quella della scomparsa del jailbreak di iPad ed iPhone.

Tutto dipenderà, naturalmente, dal fatto che gli hacker segnalino o meno le vulnerabilità ad Apple, perché se lo faranno possiamo dimenticare lo sblocco e tutta l’immensa macchina di Cydia, che permette di lavorare a molti sviluppatori della scena indipendente, grazie ai tweak.

Prima di disperare (come saprete sicuramente io sono pro-jailbreak, quindi si, per me sarebbe una disperazione, per altri è una buona notizia) dobbiamo anche vedere la cosa da un’altra prospettiva: non solo Apple paga gli hacker per i bug.

Ci sono altre società, generalmente cinesi, che pagano gli hacker per creare il jailbreak perché gestiscono negozi di app cracked, che per loro significano alti guadagni e che dipendono, ovviamente, dal jailbreak. Queste aziende pagano gli hacker non solo dopo che hanno ottenuto qualcosa, ma prima che lo facciano, come un investimento e non come una ricompensa. E le cifre spesso sono anche maggiori di quelle proposte da Apple, anche perché i 200.000 dollari sono solo per i bug più gravi.

Insomma, c’è ancora una speranza per il jailbreak che, come sappiamo (da Luca Todesco) su iOS 10 è fattibile. Se poi verrà effettivamente rilasciato o se gli hacker consegneranno le vulnerabilità ad Apple è, ovviamente, una cosa ancora tutta da vedere.


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