App Store: ecco come funziona il processo di approvazione delle applicazioni

Ti piace questo articolo? Aiutaci a crescere con un like:
1

App Store: ecco come funziona il processo di approvazione delle applicazioni

Ormai è noto a tutti che l’approvazione di applicazioni nell’App Store è molto più severa rispetto al Google Play Store, sia perchè Apple ci tiene a tenere una certa qualità nel suo marketplace di app, sia perchè in questa maniera ha un controllo quasi completo sulle funzioni disponibili agli utenti.

Mike Lee, ex ingegnere senior di Apple e anche ex membro del gruppo Worldwide Developer Relations, ha spiegato nel corso di un’intervista a Business Insider il processo di approvazione delle applicazioni per l’App Store.

A sorpresa, Mike ha svelato che il team di persone dedicato all’analisi delle applicazioni da approvare è formato da poche persone, e non centinaia come si potrebbe pensare:

“La gente si immagina che ci siano 100 persone in India che facciano le revisioni. In realtà è solo della gente negli uffici Apple, e come avviene sempre ad Apple, non riescono a trovare la quantità necessaria di persone in gamba. Apple non comprometterà mai la qualità dei suoi team per rimpolpare le fila. Ti garantisco che è molto più piccolo di quanto immagineresti. Apple si rifiuta di affidare le cose a gruppi giganteschi di persone. Insistono nell’avere pochi ma buoni ad occuparsene, intelligenti e colti, e ben addestrati. Ciò significa quindi che alcuni dei loro impiegati passano la giornata setacciando tonnellate di app spazzatura tutto il giorno.”

[Via]


Ti piace questo articolo? Aiutaci a crescere con un like:

Un commento dal blog

  1. Jtarko ha detto:

    Sarà…faccio fatica a capire come questo si concili col fatto che per produrre iPad vadano in Cina affidando il lavoro a fabbriche lager dove la gente si suicida pur di sottrarsi a condizioni di lavoro schiavili.
    Ovviamente il focus non è la qualità ma la marginalità. Apple è un gruppo che capitalizza più dell’intera Borsa italiana, fa 30 mld di utile netto all’anno e però:
    – approfitta della delocalizzazione per pagare al fisco americano il 13% dei suoi proventi, stoccando centinaia di miliardi in paradisi fiscali
    – non contribuisce all’occupazione USA visto che il grosso degli investimenti produttivi li fa in Asia
    – non contribuisce neppure all’upgrade sociale dei cinesi viste le condizioni di lavoro a cui vengono sottoposti gli operai
    Steve Jobs sarà anche stato un genio ma sicuramente anche un uomo spregiudicato.
    Al confronto di Apple le famigerate Sette Sorelle e le compagnie del tabacco sembrano dei chierichetti.

Commenta l'articolo!

Scrivi la tua opinione riguardo l'articolo "App Store: ecco come funziona il processo di approvazione delle applicazioni"

App Store, Applicazioni, approvazione, processo

© 2012 iPaddisti.it  -  P.IVA IT10463580018  -  Chi siamo   Pubblicità   Privacy   Contatti