Android 3.0 punta al mondo del lavoro, ecco alcune nuove features

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Quali sono i marchi che si spartiscono il lucroso universo degli smartphone dedicati all’utenza business? Nel caso non lo sapeste ve lo diciamo noi: Blackberry e Apple, con quest’ultima in forte ascesa.

Come avrete potuto notare da soli, questa brevissima lista è orfana di Android, ritenuto, fino alla versione 2.2 “Froyo” esclusa, poco indicato all’uso in contesti business. Google si è lanciata così in un ambizioso programma di aggiornamento del suo Os, in modo da colmare le lacune che lo dividevano dai marchi sopracitati, ovviamente copiandone le features più interessanti, e attraverso una nuova politica di distribuzione delle app tramite il Market ufficiale.

Partiamo dalla prima scopiazzatura che gli ingegneri hanno realizzato. Chiunque abbia un device dotato di iOS sa quanto sia comoda la app “Find my iPhone”, che permette di conoscere la posizione del dispositivo, farlo suonare per permettere di trovarlo (a noi o a terzi), cambiare il codice PIN e altre impostazioni di sicurezza che possono scoraggiare un eventuale furto. Google ha creato dunque un’app, ancora non rilasciata ufficialmente, che dovrebbe permettere a tutti gli utenti Android di eseguire azioni simili a quelle sopraelencate.

Altre nuove features sarebbero quelle di, consentire ai tablet con Honeycomb di utilizzare i dati crittografati in rete e una nuova app dedicata alla rubrica, con cui dovrebbero rendere più intuitiva la gestione di gruppi di contatti, vantaggi godibili dagli utenti della business class.

Inoltre pare che Google abbia punta molto sullo sviluppo di gestures simili a quelle ideate da Apple, una mossa con cui il robottino verde ammicca al vasto pubblico di Blackberry.

Come sempre in questi casi, si tratta solo di rumors, ma a questo punto cresce sempre più la voglia di provare Honeycomb su uno smartphone, così da testare con mano se Google manterrà le promesse o se la rincorsa alla concorrenza sarà più ardua del previsto.

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2 commenti dal blog

  1. alga ha detto:

    Ma che cosa dici????

    ” Partiamo dalla prima scopiazzatura che gli ingegneri hanno realizzato. Chiunque abbia un device dotato di iOS sa quanto sia comoda la app “Find my iPhone”, ”

    Questa funzionalità è presente in Nokia, Blackbarry e Android da molto prima che iOS!!!!

    E’ implementata da varie Software House (es. Lookout), solo che con Apple non hanno mai potuto perchè mette vari blocchi e non consente a terzi di fare le funzionalità di Find my iPhone.

    Mentre con gli altri c’è il libero mercato e chi produce l’applicazione deve continuamente migliorarsi perchè può essere sorpassata da altri.

    Google ha creato funzionalità apposta per far diventare un account, amministratore del dispositivo…..quindi per chiunque sia un sistemista o comunque gestisce le risorse informatiche aziendali (si gli smartphone lo sono diventati!!) sa che questo è indispensabile.

    Bisognerebbe avere conoscenze su tutte lle piattaforme prima di scrivere queste boiate!

  2. ruzza ha detto:

    Prendo nota che esistesse su Symbian, del quale francamente non avevo la notizia che esistesse. Su Android esiste un applicazione, ma è sviluppata da terzi, da ciò che si evince dall’articolo originale Google intende seguire la strada battuta da Apple. Ammetto di non essermi espresso correttamente, grazie della segnalazione
    Ruzza

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