Alcuni studenti hanno trovato un modo software per portare il Force Touch su tutti i dispositivi!

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Questa mattina voglio riportare una notizia interessante che mostra come, certe volte, le idee anche semplici riescono a superare tecnologie molto all'avanguardia.

Alcune tecnologie, infatti, come il Force Touch, o 3D Touch come l'ha chiamato Apple per gli iPhone, hanno necessariamente bisogno di funzioni hardware per funzionare, di sensori appositi che riescono a capire quanta pressione si sta mettendo sullo schermo. Questo sistema, in pratica, sarebbe un sistema software diverso però da quello (già più volte utilizzato con il jailbreak) di calcolare la superficie di dito che copre lo schermo. Che, se avete avuto modo di provarlo (io ho provato su iPad) non è che funzioni granché bene.

L'idea degli studenti è quella di utilizzare gli ultrasuoni per capire qual è la pressione che l'utente sta mettendo sul dispositivo con il proprio dito.

In pratica, l'altoparlante emetterebbe un ultrasuono a bassa intensità, impercettibile quindi dall'ocrecchio umano (lo sentono magari i cani…) ma percettibile dal microfono del dispositivo, a cui arriverà anche attraverso le vibrazioni dello schermo. L'idea si basa sul fatto che il dito, messo in una certa posizione e con una certa pressione, modifica l'ultrasuono, quindi la sua intensità e la sua frequenza, e questa variazione percepita da un software è in grado di capire dove abbiamo messo il dito e la pressione che ci stiamo mettendo.

Fantascientifico? Un po' si, specialmente se si considera che lo studente che ha realizzato questo sistema ha preso spunto dal film di Batman, dove il Cavaliere Oscuro sfrutta gli ultrasuoni emessi da tutti i cellulari di Gotham per rintracciare Joker. Qui le cose sono fatte più in piccolo, ma questo non significa che non funzionino. Anzi.

Sembra che il sistema abbia il suo valore, anche se sarà ufficialmente presentato e, quindi, mostrato al pubblico, solo tra qualche settimana.

Per quanto riguarda le applicazioni, beh… di sicuro, Apple non implementerà mai un sistema del genere, che andrebbe contro al suo marketing e alle vendite degli iPhone 6S e successivi; per vederlo sui nostri dispositivi, anche se uscisse, ci vorrà sicuramente il jailbreak.

Più promettente invece il mercato Android, sistema più aperto in cui tutto potrebbe essere implementato con una semplice app, che costituisce il bacino più naturale per una tecnologia del genere. Tecnologia per la quale, comunque, vanno i complimenti a chi l'ha inventata. Non aziende tecnologiche particolarmente avanzate, ma semplici studenti. Meglio di così!

 


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